Composizione artistica con carte dei tarocchi Rider-Waite-Smith disposte in semicerchio su un tavolo di legno antico, atmosfera mistica con candele
Pubblicato il Aprile 11, 2024

La vera rivoluzione del mazzo Rider-Waite-Smith non è l’aver semplicemente illustrato gli Arcani Minori, ma l’aver trasformato ogni singola carta in un fermo-immagine emotivo che il nostro subconscio riconosce istantaneamente.

  • Il genio teatrale dell’artista Pamela Colman Smith ha creato 78 “mini-drammi” archetipici, non semplici figure simboliche.
  • Questa grammatica visiva permette ai principianti di cogliere il messaggio centrale di una carta guardando la scena, prima ancora di studiarne i significati.

Raccomandazione: Per imparare velocemente, concentratevi sull’azione e l’emozione dei personaggi raffigurati: la storia che raccontano è il vero significato della carta.

Avvicinarsi al mondo dei Tarocchi può sembrare un’impresa imponente. Manuali complessi, simboli esoterici e 78 carte dai significati apparentemente oscuri creano una barriera che scoraggia molti principianti. Spesso, il primo consiglio che si riceve è di iniziare con il mazzo Rider-Waite-Smith, perché “ha le figure su tutte le carte”, a differenza di mazzi più antichi come quelli marsigliesi, dove le carte numerali mostrano solo il simbolo del seme ripetuto.

Questa spiegazione, sebbene corretta, si ferma alla superficie e non coglie la vera magia di questo mazzo. La sua accessibilità non deriva semplicemente dalla presenza di un’immagine, ma dalla natura stessa di quell’immagine. Non si tratta di semplici illustrazioni, ma di vere e proprie scene cariche di una potenza narrativa universale.

E se la chiave per sbloccare i Tarocchi non fosse memorizzare decine di significati, ma imparare a guardare queste immagini come si guarda la scena di un film? L’angolo rivoluzionario del mazzo Rider-Waite-Smith risiede proprio qui: nel suo DNA teatrale. L’artista, Pamela Colman Smith, non era solo un’illustratrice, ma una scenografa e una narratrice visiva che ha infuso in ogni carta un’azione, un’emozione e una tensione drammatica che parlano direttamente alla nostra intuizione.

Questo articolo vi guiderà a scoprire come sfruttare questa “grammatica visiva” per leggere i Tarocchi in modo più istintivo e profondo. Esploreremo chi era l’artista dietro questo capolavoro, come le sue scene ci permettono di “sentire” il significato di una carta e perché, dopo oltre un secolo, questo mazzo rimane lo strumento più potente per chiunque voglia dialogare con gli archetipi dei Tarocchi.

Per comprendere appieno la portata di questa innovazione visiva, abbiamo strutturato l’articolo in un percorso che svela, passo dopo passo, i segreti dell’accessibilità del mazzo Rider-Waite-Smith. Il sommario seguente vi guiderà attraverso i punti chiave della nostra esplorazione.

Chi era l’artista dietro le immagini e perché il suo contributo è stato ignorato per decenni?

Dietro ogni grande uomo, si dice, c’è una grande donna. Nel caso del mazzo di Tarocchi più famoso al mondo, questa donna non era “dietro”, ma era la vera artefice della sua rivoluzione visiva. Per decenni, il mazzo è stato conosciuto semplicemente come “Rider-Waite”, dal nome dell’editore (Rider) e dell’occultista che ne commissionò il progetto, Arthur E. Waite. Il nome dell’illustratrice, Pamela Colman Smith, soprannominata “Pixie”, è stato sistematicamente omesso o relegato a una nota a piè di pagina.

Questa omissione non fu casuale, ma il riflesso di un’epoca in cui il contributo intellettuale e artistico delle donne veniva spesso minimizzato. Waite fornì le direttive concettuali, specialmente per gli Arcani Maggiori, ma fu la sensibilità artistica e la profonda comprensione narrativa di “Pixie” a tradurre quelle idee in un linguaggio visivo universale. Fu lei a prendere la decisione rivoluzionaria di creare scene complete per tutti i 78 Arcani, inclusi i Minori.

Pamela Colman Smith era un’artista poliedrica, illustratrice e scenografa attiva nei circoli teatrali londinesi. Questa sua esperienza nel teatro è la chiave per capire il suo approccio. Non si limitò a disegnare simboli; mise in scena delle storie. Solo di recente il suo ruolo cruciale è stato pienamente riconosciuto, portando alla ridenominazione del mazzo in “Rider-Waite-Smith” (RWS) per onorare il suo genio creativo. Riconoscere il suo contributo non è solo un atto di giustizia storica, ma è fondamentale per capire come usare il mazzo: bisogna leggerlo come lei lo ha creato, ovvero come una sequenza di potenti fermo-immagine teatrali.

Come ricordare il significato del 3 di Spade guardando solo il cuore trafitto?

Ecco un esempio pratico della genialità narrativa del mazzo Rider-Waite-Smith. Il 3 di Spade è una delle carte più temute e dirette del mazzo. Il suo significato tradizionale è legato al dolore, alla sofferenza, alla separazione e al cuore spezzato. In un mazzo di Marsiglia, vedremmo semplicemente tre spade incrociate. Un’immagine fredda, che richiede uno sforzo di memoria per essere collegata a un’emozione così intensa.

Pamela Colman Smith, invece, traduce il concetto in un’immagine che non ha bisogno di interpretazioni: un cuore rosso vivo, sospeso a mezz’aria, trafitto da tre spade, mentre alle sue spalle cade una pioggia battente. L’impatto è immediato e viscerale. Non c’è bisogno di consultare un manuale per “sentire” il dolore. L’immagine parla da sola. Questo è un perfetto esempio di “fermo-immagine emotivo”: la scena cattura l’apice di un dramma interiore.

Primo piano di un cuore rosso cristallino attraversato da tre lame d'argento, gocce di pioggia che scendono, atmosfera drammatica

L’analisi simbolica, in questo caso, arriva dopo e arricchisce la prima impressione. L’Etude de Cas sull’interpretazione visiva del 3 di Spade spiega come il numero tre, simbolo di comunicazione, associato al seme di Spade (elemento Aria, pensiero), crei un cortocircuito: la comunicazione che ferisce, la verità che fa male. L’immagine rappresenta quindi non un dolore generico, ma un dolore che nasce da pensieri, parole o decisioni. Ma la porta d’accesso al significato rimane la scena visiva: il cuore trafitto è l’essenza che non si può dimenticare.

Originale, Radiant o ricolorato: quale versione del Rider-Waite parla meglio al subconscio moderno?

Una volta scelto di lavorare con il Rider-Waite-Smith, ci si imbatte in un’altra domanda: quale versione acquistare? Dal 1909 a oggi, il mazzo è stato ristampato in innumerevoli varianti, con colorazioni e linee grafiche differenti. Le tre versioni più comuni e significative sono l’Originale, la versione standard (spesso chiamata semplicemente Rider-Waite) e il Radiant Rider-Waite.

Ognuna di queste edizioni comunica in modo leggermente diverso con il nostro subconscio, a causa della differente palette cromatica. La scelta non è puramente estetica, ma influenza il “tono” della lettura. I colori, infatti, sono un potente veicolo di emozioni e simboli. Comprendere le differenze può aiutare a scegliere il mazzo che “parla” la nostra stessa lingua visiva.

Per fare chiarezza, è utile confrontare le caratteristiche principali di queste edizioni. La tabella seguente, basata sulle informazioni di cataloghi specializzati, riassume le peculiarità di ogni versione e il loro uso consigliato. Una panoramica delle edizioni storiche mostra come l’evoluzione dei colori abbia seguito anche l’evoluzione della psicologia e del gusto visivo.

Confronto tra le edizioni del mazzo Rider-Waite
Versione Anno Caratteristiche Uso consigliato
Originale 1909 1909 Colori tenui, stampa d’epoca Studio storico-esoterico
Rider-Waite Standard 1971 Colori più saturi Uso generale, divinazione
Radiant Rider-Waite 2003 Colori vibranti e primari Letture psicologiche moderne

La scelta, in ultima analisi, è profondamente personale. La versione “migliore” è quella che risuona di più con voi, quella le cui immagini vi sembrano più vive e parlanti. Un piccolo esercizio pratico può aiutarvi a decidere.

Il tuo piano d’azione: Test del ‘feeling’ per scegliere la propria versione

  1. Cerca online la carta del Sole nelle tre versioni principali del mazzo (Originale, Standard, Radiant).
  2. Per ogni versione, annota la prima emozione o sensazione che la colorazione ti suscita (es. gioia, nostalgia, energia).
  3. Confronta le tre immagini: quale scena ti sembra più facile da “leggere”? In quale ti senti più coinvolto?
  4. Scegli la versione che senti più in sintonia con il tuo linguaggio visivo personale e la tua sensibilità.

Il rischio di perdersi nei troppi dettagli simbolici dimenticando il messaggio centrale della carta

La ricchezza simbolica del mazzo Rider-Waite-Smith è una delle sue più grandi forze, ma può anche diventare una trappola per il principiante. Ogni carta è piena di dettagli: il colore di un vestito, la posizione di un albero, la forma delle nuvole. È facile cadere nella tentazione di analizzare ogni singolo elemento, perdendo di vista il messaggio principale, ovvero la storia che la carta sta raccontando.

L’approccio corretto è gerarchico: prima il messaggio generale, poi i dettagli. Il primo impatto, l’emozione suscitata dalla scena d’insieme, è quasi sempre il cuore del significato. I dettagli servono a dare colore, contesto e sfumature, ma non devono mai sovrastare la narrazione principale. Prendiamo come esempio il 10 di Bastoni: l’immagine mostra un uomo che cammina curvo, quasi schiacciato dal peso di dieci bastoni che trasporta faticosamente. Il messaggio centrale è evidente: sovraccarico, fardello, responsabilità eccessiva.

Un principiante potrebbe perdersi a contare i bastoni, a notare la casa in lontananza o il colore del cielo. Questi dettagli sono importanti (la casa, ad esempio, suggerisce che la meta è vicina, ma lo sforzo è massimo), ma solo dopo aver afferrato il concetto primario del “peso”. Concentrarsi sui dettagli prima di aver capito la scena è come analizzare la grammatica di una frase senza averne capito il senso. Come sottolinea un’analisi tarologica, l’essenza sta nell’azione dei personaggi.

Il significato di ogni carta si legge nelle azioni dei personaggi, nelle loro espressioni facciali. Avendo imparato a lavorare con questo strumento, puoi padroneggiarne altri che sono più difficili da capire.

– Analisi tarologica, Tarocchi Rider-Waite: recensione del mazzo

Perché le carte di questo mazzo sembrano scene di un’opera teatrale bloccata nel tempo?

La sensazione che le carte del Rider-Waite-Smith siano “scene teatrali” non è un’impressione casuale, ma il risultato diretto del background artistico di Pamela Colman Smith. Come scenografa e illustratrice legata al mondo del teatro, “Pixie” pensava per immagini drammatiche, per composizioni che potessero raccontare una storia in un singolo sguardo. Creò dei veri e propri “tableaux vivants”, quadri viventi in cui i personaggi sono congelati in un momento culminante.

Questa impostazione teatrale è evidente in molti aspetti del mazzo. L’uso della luce e delle ombre, la gestualità enfatica dei personaggi, i costumi e le ambientazioni richiamano costantemente un palcoscenico. Le figure non sono statiche, ma sono colte in piena azione: l’Imperatrice si rilassa sul suo trono, il Cavaliere di Spade galoppa a tutta velocità, i due personaggi nel 2 di Coppe si scambiano un calice. Ogni carta è un atto unico. Le ricerche storiche sul mazzo hanno rivelato che Pamela Smith utilizzò come modelli i suoi amici e conoscenti della tenuta di Smallhythe, facendoli posare come attori per dare vita alle figure archetipiche dei Tarocchi.

Vista laterale di un palcoscenico teatrale con figure in costume medievale congelate in una scena drammatica, luci teatrali che creano ombre profonde

Questa scelta stilistica è funzionale alla lettura intuitiva. Una scena teatrale è progettata per essere compresa da un pubblico vasto, superando le barriere linguistiche e culturali. Allo stesso modo, le scene di “Pixie” attingono a un repertorio di gesti ed emozioni universali. La disperazione nel 10 di Spade, la celebrazione nel 3 di Coppe, l’attesa nel 7 di Denari: sono tutte esperienze umane che riconosciamo istintivamente, perché le abbiamo viste mille volte, a teatro, al cinema e nella vita reale.

Come leggere gli Oracoli usando solo l’intuizione visiva senza studiare manuali?

Il principio della lettura visiva, così potente nel Rider-Waite-Smith, può essere esteso anche ad altri mazzi di Oracoli e Tarocchi moderni. La chiave è cambiare approccio: smettere di “studiare” la carta e iniziare a “dialogare” con essa. Questo metodo si basa sull’idea che ogni immagine è un portale e che noi possediamo già gli strumenti per interpretarla: i nostri occhi, le nostre emozioni e il nostro bagaglio di esperienze.

Il primo passo è osservare la carta senza preconcetti, come se fosse un’opera d’arte sconosciuta in un museo. Cosa attira la vostra attenzione? Quali colori dominano? Che atmosfera si respira? Che emozione vi suscita la scena? Lasciate che l’immagine vi parli liberamente, senza cercare subito un “significato corretto”. Questo approccio è particolarmente efficace con mazzi che, come il RWS, presentano scene ricche e narrative.

Johannes Fiebig e Evelin Bürger, nel loro manuale “I Tarocchi per tutti”, sottolineano proprio questo aspetto. Essi propongono di considerare ogni carta come un “fermo immagine” di una storia in corso. In questo esercizio, l’osservatore non è un semplice decodificatore di simboli, ma diventa co-autore del significato. La storia evocata dalla carta si intreccia con la storia personale del lettore, creando un’interpretazione unica e pertinente al momento presente. La domanda da porsi non è “Cosa significa questa carta?”, ma “Cosa significa questa carta *per me, adesso*?”. L’intuizione non è magia, ma la capacità di creare connessioni rapide tra un simbolo esterno e il nostro mondo interiore.

Come aprire un libro a caso per ottenere una risposta immediata a una domanda urgente?

La pratica di cercare risposte aprendo un libro a caso è una forma di divinazione antica e molto intuitiva, nota come bibliomanzia. Sebbene non sia legata direttamente ai Tarocchi, condivide con l’approccio visivo al RWS lo stesso principio di base: l’universo ci parla attraverso simboli e sincronicità, e sta a noi cogliere il messaggio. Questo metodo è perfetto per quando si ha bisogno di un’illuminazione rapida, di un consiglio o di una prospettiva diversa su una questione urgente.

La preparazione è semplice ma fondamentale. Per prima cosa, è necessario formulare una domanda chiara e specifica. Evitate domande vaghe; più la domanda è precisa, più la risposta sarà interpretabile. Poi, prendetevi un momento per calmare la mente, chiudere gli occhi e concentrarvi sulla vostra domanda. Questo passaggio serve a sintonizzarsi con la propria intuizione e a rendersi più ricettivi.

A questo punto, prendete in mano il libro scelto. Non c’è un libro “giusto” in assoluto; la scelta dipende dal tipo di guida che cercate. Un libro di poesie parlerà al cuore e alle emozioni, un romanzo potrà riflettere un intreccio o una dinamica della vostra vita, mentre un saggio o un testo spirituale offrirà soluzioni più razionali o principi guida. Lasciate scorrere le dita lungo le pagine e apritele quando sentite l’impulso. Il passaggio su cui cadrà il vostro sguardo conterrà il messaggio per voi.

È importante capire che la frase o il paragrafo trovato raramente costituirà una risposta diretta e letterale. Il suo valore è simbolico. Il compito dell’interprete è estrarre il principio, l’archetipo o il consiglio metaforico contenuto in quelle parole e applicarlo alla propria situazione. La bibliomanzia è un dialogo creativo tra la vostra domanda e la saggezza casuale (o sincronica) contenuta in un testo.

Punti chiave da ricordare

  • Il genio del mazzo Rider-Waite-Smith risiede nelle sue “scene teatrali”, create dall’artista Pamela Colman Smith, che rendono la lettura intuitiva.
  • Per interpretare una carta, partite dalla scena generale e dall’emozione che suscita, prima di analizzare i singoli simboli.
  • Gli Arcani Minori non sono carte “minori”, ma descrivono le situazioni pratiche, le azioni e le tappe intermedie del nostro percorso di vita.

Perché gli Arcani Minori sono essenziali per capire il “come” e il “quando” degli eventi?

In una lettura di Tarocchi, gli Arcani Maggiori (come il Matto, l’Imperatrice o la Torre) rappresentano le grandi lezioni spirituali, i temi archetipici e le forze maggiori che agiscono nella nostra vita. Potremmo definirli il “cosa” e il “perché” di una situazione. Ma per capire il “come”, il “quando” e il “dove” si manifestano questi grandi temi, abbiamo bisogno degli Arcani Minori.

Il mazzo Rider-Waite-Smith è stato il primo, dopo secoli, a illustrare completamente tutte le 56 carte degli Arcani Minori, trasformandole da semplici indicatori numerici a vere e proprie scene di vita quotidiana. Questa innovazione permette di leggere la progressione da Asso a 10 all’interno di ogni seme come una linea temporale o un ciclo narrativo: l’Asso rappresenta il potenziale iniziale del seme, le carte intermedie mostrano lo sviluppo, le sfide (spesso attorno al numero 5) e la maturazione, mentre il 10 segna il completamento o l’eccesso di quell’energia.

I quattro semi (Bastoni, Coppe, Spade, Denari) dividono l’esperienza umana in altrettanti ambiti, fornendo il contesto pratico in cui si svolgono gli eventi. Capire a quale ambito appartiene ogni seme è fondamentale per dare concretezza alla lettura, come riassume la seguente tabella.

I quattro semi come contesti della vita
Seme Elemento Ambito di vita Il ‘Come’ si manifesta
Bastoni Fuoco Azione, carriera Attraverso l’iniziativa e l’energia
Coppe Acqua Emozioni, relazioni Attraverso i sentimenti e l’intuizione
Spade Aria Pensieri, conflitti Attraverso la comunicazione e le decisioni
Denari Terra Materia, finanze Attraverso il lavoro pratico e la stabilità

Ignorare gli Arcani Minori significherebbe avere una visione astratta e incompleta. Sono loro a calare i grandi temi degli Arcani Maggiori nella realtà di tutti i giorni, descrivendo le azioni concrete, le emozioni provate e le sfide pratiche che incontriamo lungo il nostro cammino.

Per padroneggiare i Tarocchi, è quindi cruciale comprendere che gli Arcani Minori forniscono la trama e i dettagli pratici della nostra storia.

Scritto da Elena Visconti, Psicologa clinica specializzata in archetipi junghiani e Tarologa evolutiva con 12 anni di esperienza nell'unire terapia e simbolismo. Fondatrice di un metodo integrato che utilizza i Tarocchi come strumento proiettivo per l'indagine dell'inconscio.